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  • Immagine del redattore: Ivan Barbero
    Ivan Barbero
  • 7 lug 2023
  • Tempo di lettura: 3 min


Dal punto di vista della botanica, il castagno da frutto (denominato Castanea), appartiene alla classe delle Dicotiledoni, della famiglia delle Fagacee.


Il castagno da frutto comprende diverse specie di piante, riassumibili nelle seguenti categorie principali:


  1. Castagno da frutto europeo (Castanea sativa), caratterizzato da notevoli dimensioni e una sopravvivenza di centinaia d'anni. Di vigore molto forte, soprattutto quando è giovane, predilige suoli leggeri e poveri di calcare, con PH tendenzialmente acido.

  2. Castagno da frutto cinese (Castanea mollissima), originario della Cina orientale e meridionale, caratterizzato in Italia da dimensioni ridotte e foglie pelose. Nel tempo, si è distinto come uno dei migliori impollinatori delle varietà indigene.

  3. Castagno da frutto giapponese (Castanea crenata), coltivato nelle zone montuose fino a 1.200 metri di altitudine e caratterizzato da ridotte dimensioni rispetto ai castagni nostrani.

Esistono, inoltre, altre specie di piante di castagno da frutto, di origini soprattutto americane e cinesi, come la Castanea dentata, albero più forestale che da frutto; la Castanea pumila, che produce frutti di piccole dimensioni ma molto saporiti; la Castanea floridiana, con frutti unici dentro un riccio con pochi aculei; la Castanea senguinii, che ha la particolarità di portare sullo stesso ramo ricci maturi, in contemporanea formazione e fioritura e la Castanea henri, che produce frutti di piccola pezzatura.



L'areale del castagno da frutto


Il castagno da frutto vegeta in un areale circumediterraneo. In particolare, in Italia vegeta nella zona fitoclimatica del Castanetum (200-700 metri s.l.m.), estendendosi anche nelle zone più fresche del Lauretum in stazioni favorevoli.


Per questa ragione, in genere, i castagni da frutto si trovano su quote variabili dai 200 m s.l.m. fino agli 800 m nelle zone alpine, mentre nell'Appennino meridionale possono spingersi fino ai 1000-1300 m.


L'attuale area di vegetazione del castagno da frutto non corrisponde a quella naturale, in quanto l'uomo ne ha ampliato a dismisura la diffusione, sia per scopi alimentari (all' epoca delle grandi guerre, il castagno ha sfamato le popolazioni di montagna e non solo), sia per il largo impiego che il suo legno ha sempre trovato nelle diverse forme di assortimento ed utilizzazione, nonchè per l' industria del tannino.


Il castagno da frutto è, dunque, una tipica essenza degli ambienti boschivi collinari e di quelli montani di bassa quota. E' una specie tendenzialmente eliofila (pianta che vegeta ottimamente alla luce diretta del sole), con un fabbisogno di luce che decresce progressivamente spostandosi da Nord a Sud.


Il castagno da frutto esige terreni sub-acidi o neutri con un PH ottimale di 5,5 - 6,5; soffre il ristagno idrico e mal sopporta i terreni pesanti ed asfittici, che lo predispongono ad attacchi di Phitophtora C. (Mal dell'inchiosto).



Morfologia del castagno da frutto


Il castagno da frutto è una pianta monoica, ovvero con entrambi i sessi presenti sulla stessa pianta. I fiori femminili sono riuniti in un involucro chiamato cupola, da cui fuoriescono gli stili, e ciascuna cupola contiene generalmente 3 fiori.


La cupola si evolverà a riccio, mentre i fiori, se correttamente impollinati, allegheranno a formare da una a tre castagne.


Le varietà di castagno da frutto, in base alla presenza o meno degli stami e alla loro lunghezza, si distinguono in:

  • astaminee, ovvero prive di stami e, dunque, di polline

  • brachistaminee, con stami di lunghezza inferiore a 3 mm e poco polline

  • mesostaminee, con stami più lunghi e medio polline

  • longostaminee, con stami da oltre 5 mm e abbondante polline

Un ruolo determinante per la differenziazione a fiore di un castagno da frutto lo possiede la luce: nelle zone ombreggiate si è osservata la totale assenza di fiori.


Anche le condizioni vegetative influiscono, in quanto la formazione di amenti che portano alla base i fiori femminili risulta più numerosa in rami più spessi, rispetto a quelli sottili.



I castagni da frutto di Vivai Barbero


Vivai Barbero è specializzato nella coltivazione e vendita di castagni da frutto.


Le varietà di castagni che si trovano presso i Vivai Barbero, infatti, sono state impiegate in prima istanza come piante da frutto, per poi essere impiegate anche per la moltiplicazione delle future piantine da vivaio successivamente.


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  • Immagine del redattore: Ivan Barbero
    Ivan Barbero
  • 20 giu 2023
  • Tempo di lettura: 2 min


L'impollinazione del castagno presenta caratteri tipici sia delle specie impollinate ad opera di insetti (entomogamia), che di quelle impollinate dal vento (anemogamia).


A livello morfologico, il castagno è una specie monoica, ovvero con i fiori di entrambi i sessi presenti sulla stessa pianta.


Tutte le infiorescenze si formano tra la parte centrale e l’apice del germoglio principale, tra le inserzioni delle foglie. I fiori sono disposti lungo infiorescenze allungate, dette anche "gattici" o "gattini" e sono costituiti da infiorescenze parziali, che si differenziano in elementi maschili e femminili.


Tuttavia, nonostante la presenza di entrambi i sessi nello stesso albero, l'impollinazione del castagno avviene come se esso fosse una specie dioica, ovvero una specie “auto-sterile” che per riprodursi deve ricorrere alla fecondazione incrociata da parte di un altro individuo.


In alcuni casi eccezionali, soprattutto in giovani esemplari di castagno, è già possibile osservare la morfologia dioica, motivo per cui, in un’ottica evolutiva, questo comportamento è interpretato come una fase di transizione verso il comportamento puramente dioico delle piante di castagno.



Impollinazione del castagno con gli insetti o con il vento


Come accennato, il tipo d’impollinazione del castagno è un aspetto difficilmente definibile in modo univoco.


Il castagno è da considerarsi specie sostanzialmente anemofila (ovvero con l'impollinazione che avviene a mezzo del vento), mentre molto limitata è l'impollinazione entomofila (a mezzo di insetti).


Tuttavia, l'elevata produzione di nettare e l' intenso odore aminoide dei fiori di castagno sono in grado di attrarre fortemente diversi tipi di insetti, che vanno ad impollinare esclusivamente gli amenti maschili, venendo a contatto solo casualmente con quelli femminili.


Dunque, è possibile affermare che, sebbene al momento la maggiore efficienza dell’impollinazione da parte del vento sia inconfutabile, alcune tipologie di castagno, specie in caso di condizioni climatiche particolarmente umide durante la fioritura, sembra si stiano trasformando da specie con impollinazione entomofila a impollinazione anemofila.


Con l'umidità, infatti, il polline diviene viscoso ed appiccicoso e poco idoneo ad essere trasportato dall'aria in movimento. Le tipologia di insetti interessati nell'impollinazione del castagno sono soprattutto le api mellifere, i coleotteri, i sirfidi e i bombi.



Caratteristiche dell’impollinazione del castagno


Le differenze tra le caratteristiche tipiche di impollinazione del castagno da parte degli insetti o del vento sono così riassumibili:


Proprietà entomogame del castagno (impollinazione da parte di insetti)

  • Colori, brillantezza ed effetto massa degli amenti maschili

  • Stili di grandi dimensioni e rigidi

  • Tendenza del polline a raggrupparsi in grumi

  • Produzione significativa di nettare nelle infiorescenze maschili

  • Profumo di amido dei fiori maschili

  • Presenza di rudimenti abortivi di fiori del sesso opposto

Proprietà anemogame del castagno (impollinazione da parte del vento)

  • Predominanza di infiorescenze maschili

  • Assenza di elementi di attrazione visibile o olfattiva sulle infiorescenze femminili

  • Polline maschile leggermente appiccicoso

  • Infiorescenze femminili nella parte basale e più rigida dell’amento

  • Assenza di strutture fiorali che facilitano l'adesione allo stilo del pistillo da parte del polline trasportato da insetti impollinatori


I castagni di Vivai Barbero


Vivai Barbero è specializzato nella coltivazione e vendita di piante di castagno.


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  • Immagine del redattore: Ivan Barbero
    Ivan Barbero
  • 24 mag 2023
  • Tempo di lettura: 2 min



Sono numerose le varietà di castagni disponibili in Italia.


Tuttavia, l'identificazione delle diverse specie di castagno, soprattutto quelle indigene, è tuttora molto difficile, anche perchè capita spesso che la stessa varietà assuma denominazioni diverse in base alla zona di coltivazione.


Come se non bastasse, a complicare ulteriormente la scelta della varietà di castagno da parte di chi si appresta a coltivare questa pianta, c'è anche la non ben definita distinzione tra marroni e castagne.



Le differenze tra marroni e castagne


Tra le varietà di castagni più pregiate ci sono, senza dubbio, i marroni.


Ma come riconoscerli e soprattutto, come distinguerli dalle castagne?


Nella moderna castanicoltura, i requisiti principali che distinguono un marrone da una castagna sono i seguenti:

  • Pezzatura di al massimo 70 frutti per kg

  • Fruttificazione prevalente a 1-2 soggetti per riccio

  • Frutto senza solchi profondi

  • Buccia di tinta brillante chiara, con striature più scure

  • Pellicola sottile, non approfondita e facile da staccare

  • Pasta farinosa e zuccherina, saporita e resistente alla cottura


Varietà di marroni


Anche tra i marroni, si possono distinguere alcune varietà più interessanti e più note alla maggioranza delle persone.


Di seguito, le principali varietà di marroni:

  • Marrone Fiorentino o Casentinese: è il marrone "tipico", di forma ovale ellittica, con un riccio che contiene da 1 a 3 frutti, ma solo uno si sviluppa in modo soddisfacente.

  • Marrone di Castel del Rio: molto pregiato per il consumo fresco e per la produzione di marrons-glacés, di forma ellittica e color rossiccio

  • Marrone di Marradi: di colore marrone chiaro e pezzatura media

  • Marrone di Chiusa Val Pesio: di forma ellittica-rotondeggiante, utilizzato per consumo fresco e trasformazione in marrons-glacés.


Varietà di castagne


Tra le varietà di castagne più note troviamo la Bracalla e il Garrone rosso, diffuse in Piemonte, l'Agostana, la Longona, la Rossera e il Verdone, diffuse in Lombardia, la Mercogliana, la Tempestiva e la Palummina, che si trovano prevalentemente in Campania.


La varietà di castagni ibridi


Le nuove varietà di castagni ibridi possiedono caratteristiche genetiche migliorative rispetto ai genitori e presentano, rispetto al castagno europeo, vantaggi e svantaggi.


Tra i vantaggi troviamo sicuramente una resistenza maggiore alle malattie che colpiscono più di frequente i castagni, una precocità nell'entrata in produzione e dei frutti di grossa pezzatura.


Tra gli svantaggi delle castagne ibride, invece, una minor adattabilità ai terreni poco fertili e ai periodi siccitosi e una maggior suscettibilità alle gelate tardive.


Le principali varietà di castagni ibridi sono:


  1. Bouche de betizac: la varietà di castagno ibrido più coltivata , con ottima produttività

  2. Maraval: pianta di precoce messa a frutto e molto produttiva, con frutti molto grandi

  3. Bournette: frutti di pezzatura grande, ma piuttosto esigente nei riguardi del terreno

  4. Marsol: pianta vigorosa con frutti di pezzatura grande e tondeggiante

  5. Vignols: varietà di pianta di castagne ibrida di buona produttività con frutti grossi e maturazione più tardiva



I castagni di Vivai Barbero


Vivai Barbero è specializzato nella coltivazione e vendita di piante di castagno.


Propone in vendita diretta diverse varietà di castagni, tra cui castagni eurogiapponesi, marroni europei e castagni classici.


Contattaci senza impegno per maggiori informazioni: spediamo in tutta Italia e all'estero!

 
 
 
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