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  • Immagine del redattore: Ivan Barbero
    Ivan Barbero
  • 21 nov 2023
  • Tempo di lettura: 3 min


Nella stagione più fredda, la natura ci delizia con un'abbondanza di frutti maturi e gustosi.


Tra le leccornie più amate dell'autunno si trovano le castagne. Nel linguaggio comune il termine “castagna” viene utilizzato per definire qualsiasi tipo di frutto del castagno disponibile in commercio, anche se in realtà questo termine non è propriamente corretto.


Un’importante distinzione che va fatta, infatti, è quella tra castagne e marroni che, nonostante vengano spesso utilizzati come sinonimi, indicano in realtà due prodotti ben diversi dal punto di vista morfologico, qualitativo e commerciale.


La botanica alle radici della differenza tra castagne e marroni

Botanicamente parlando, le castagne e i marroni provengono da specie di alberi diverse. Le castagne, infatti, nascono dall'albero del castagno europeo (Castanea sativa), mentre i marroni derivano dall'albero del marrone (Castanea dentata) o, in alcune regioni, dal castagno giapponese (Castanea crenata).


Il termine castagna comprende numerosissime varietà di derivazione dal castagno europeo, diffuse nelle diverse zone castanicole italiane.

Di forma più allungata, colore bruno scuro, le castagne sono provviste di una buccia interna che penetra in profondità nell’interno della polpa, in qualche caso fino a dividerla (nel qual caso si parla di frutti settati) che le rende spesso difficili da sbucciare. Dal punto di vista commerciale le castagne vere e proprie sono di pezzatura diversa, più piccola e costano generalmente meno dei marroni, rispetto ai quali sono meno pregiate.


I marroni sono destinati sia alla trasformazione industriale che al consumo fresco: sono la tipologia più ricercata sul mercato, dove si vendono a prezzi elevati.


Sono considerati marroni i frutti di castagno non settati, di forma più bombata, con la buccia bruno chiaro leggermente striata e un gusto più dolce e profumato della castagna. Fra le caratteristiche principali del marrone c’è il fatto che l’episperma (cioè la buccia del frutto) non penetra la polpa e questo permette di sbucciarli più facilmente. La maturazione avviene verso metà ottobre.


Differenze culinare tra castagne e marroni: gusto e utilizzo

Dal punto di vista culinario, le differenze tra castagne e marroni diventano ancora più evidenti.


Le castagne sono tipicamente più dolci e hanno una consistenza più farinosa. Vengono bollite o arrostite e sono un ingrediente chiave in molte ricette autunnali, come zuppe, purè di castagne e dolci.


I marroni sono più ricchi di oli e hanno un gusto più morbido e burroso. Questo li rende ideali per essere consumati freschi o utilizzati in preparazioni più ricche come ripieni, salse o zuppe cremose. La loro consistenza cremosa li rende particolarmente adatti per la preparazione di creme e dolci.


Conservazione e preparazione di castagne e marroni

Sia le castagne che i marroni possono essere conservati in modo simile: possono essere essiccati, conservati con il metodo contadino della "Novena" o surgelati per prolungare la loro durata.

Quando si cucinano, è comune incidere la buccia con un taglio a croce per evitare che scoppi durante la cottura.


In conclusione, mentre castagne e marroni condividono molte caratteristiche simili, le loro differenze botaniche e culinarie aggiungono un tocco distintivo a ogni piatto autunnale.


Se si cerca la dolcezza farinosa delle castagne o la cremosità burrosa dei marroni, entrambi offrono un'esperienza culinaria che celebra la ricchezza di questa stagione. Quindi, la prossima volta che ti imbatterai in questi frutti autunnali, goditi la loro unicità e divertiti a sperimentare nuovi modi per deliziare il tuo palato con i sapori autunnali.


I castagni da frutto di Vivai Barbero


Vivai Barbero è specializzato nella coltivazione e vendita di piante di castagni e di marroni


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  • Immagine del redattore: Ivan Barbero
    Ivan Barbero
  • 31 ott 2023
  • Tempo di lettura: 2 min


Al momento è ampiamente terminata la raccolta delle castagne cuneesi ibride eurogiapponesi negli impianti delle zone di pianura della provincia, mentre le aree più collinari e montane, leggermente più indietro nella raccolta, sono caratterizzate dalla presenza delle storiche varietà locali.


La qualità del frutto simbolo per eccellenza dell'autunno, per quanto riguarda la castagna ibrida eurogiapponese, sembra essere superiore rispetto a quella dello scorso anno, con una pezzatura mediamente più grande .


Il primo bilancio tracciato per la provincia di Cuneo dagli addetti ai lavori e dalle associazioni di categoria è buono, presentando anche nuove opportunità di valorizzazione della IGP della Castagna Cuneo grazie alle recenti modifiche del disciplinare.


Dal 2006, infatti, la provincia Granda vanta il riconoscimento IGP per la Castagna Cuneo, produzione che coinvolge oltre 100 Comuni cuneesi ma che sconta ancora alcune difficoltà ad emergere sul mercato.


La media produttiva dell'ibrido eurogiapponese si attesta sui 40 frutti a kg, con una quotazione media riconosciuta media ai produttori di 3 euro/kg e un andamento dei prezzi di mercato abbastanza soddisfacente.


Per le varietà di pregio già sul mercato, come le Tempurive,le Ciapastre, il Garrone Rosso/Nero , le operazioni commerciali sono iniziate all’insegna di quotazioni interessanti, variabili dai 2 ai 2,5 euro/Kg per medie grosse pezzature, mentre la piccola pezzatura i prezzi ai produttori si aggirano intorno a 1,5 euro/Kg. La quotazione del marrone è di uno scalino ancora ulteriore con sensibile incremento del prezzo per le prezzature medio/grandi e quotazioni intorno a 3.5/4 euro/Kg.


Ormai alla fine con le operazioni di raccolta, le aspettative si sono mostrate buone anche per le varietà locali di castagne, sia dal punto di vista della produzione che del prezzo.


Le castagne cuneesi e i castanicoltori della provincia sono favoriti anche dalla ridotta concorrenza sul mercato internazionale, con le produzioni di castagne del Sud Italia, della Grecia e della Spagna ridotte ai minimi termini a causa delle condizioni climatiche siccitose.


Le condizioni piovose della scorsa primavera, infatti, hanno incrementato la disponibilità idrica dei boschi delle vallate cuneesi, che com'è noto, sono privi di impianti di irrigazione.


Parlando di numeri, la castanicoltura cuneese conta oltre 2.000 aziende, 4.000 ettari di superficie coltivata a castagneto da frutto e una produzione media di 40.000 quintali.


Tra le varietà di castagne cuneesi più apprezzate sul mercato ci sono il Garrone Rosso, tipico dei boschi a sud di Cuneo e la Bracalla della Valle Varaita, con frutti di pezzatura medio-grande, dolci e saporiti.

Molto ricercati sono anche il Marrone di Chiusa Pesio, prodotto di nicchia e di particolare pregio, e la Garessina della Val Tanaro, eccellente come castagna secca.


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Vivai Barbero è specializzato nella coltivazione e vendita di castagni da frutto.

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Si è conclusa nel pomeriggio di lunedì 4 settembre la 76ª Mostra della Meccanica Agricola di Saluzzo (CN), a cui per la prima volta Vivai Barbero ha partecipato con un proprio stand.


I protagonisti dei tre giorni di fiera (2-3-4 settembre) sono stati, come ogni anno, la frutticoltura, l’innovazione nella meccanizzazione, l’allevamento della razza bovina Frisona, la produzione e la lavorazione legno, ovvero le attività che da sempre caratterizzano il paesaggio agricolo della pianura e delle valli del Monviso.


La partecipazione di Vivai Barbero alla 76ª Mostra della Meccanica Agricola di Saluzzo è stata un'ottima occasione di incontro con gli addetti ai lavori, ma anche con il pubblico generalista, che si è dimostrato sensibile e interessato alla castanicoltura.


L'incertezza attuale del mercato ha dimostrato anche in questo caso di non focalizzare il compratore su un'unica varietà di castagni, ma di concentrarsi su specie diverse, locali e non, mantenendo una buona quota di mercato interessata all'ibrido, varietà di castagne di grossa pezzatura e buona qualità.


Lo stand di Vivai Barbero alla 76ª Mostra della Meccanica Agricola di Saluzzo è stato tappa di moltissimi visitatori, tra i quali numerosi agricoltori che hanno colto l'occasione per approfondire il tema della castanicoltura sotto ogni punto di vista.


Di seguito, una gallery fotografica della presenza di Vivai Barbero alla 76ª Mostra della Meccanica Agricola di Saluzzo.




 
 
 
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